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Cantoria lignea intagliata.








Gelosia dorata

Bologna: manutenzione delle porte storiche, le porte lignee di Piazza di Porta S. Felice e Porta Mascarella

Portone ligneo di Porta San Felice

Descrizione

Due ante in legno di conifera, costituite con tavole sovrapposte, tre strati, uniche in altezza sulla facciata, dello spessore totale di dodici centimetri, fittemente borchiate sul lato esterno. Alla base hanno un'intelaiatura metallica, interna, di rinforzo.
Notevoli le dimensioni: altezza di sei metri, apertura complessiva di cinque. Sono incernierate con quattro cardini, é presente una piccola porta apribile per consentire il passaggio di un'unica persona.
La ferramenta é funzionante, anche se si sono perse le chiavi per utilizzare le serrature
Si é preservata la patina originaria, costituita di un colore ad olio verde scuro, sopra una patina color noce scuro, applicata all'acqua sulle superfici esterne.
É sormontata da un'architrave lignea modanata, con dentelli; con motivo uguale a quello della cornice in arenaria che contorna l'intera struttura. Ci sono alcune tracce di colore simile alla scalbatura delle arenarie.

Interventi eseguiti

- Pulitura di tutte le superfici, lignee e metalliche, a secco, con spazzole di ottone. Ciò ha permesso di mantenere intatta la patina presente, conservando il colore originario.
- Ricostruzione della struttura lignea integrando alcune lacune nella base e sugli spigoli laterali centrali, con essenza di conifera, colla bianca tipo "one shot" e viti.
- Chiusura di alcune fessurazioni profonde e piccole lacune, con resina epossidica a due componenti, "Araldit HV 427", applicata con spatole e levigata con bisturi.
- Ritocco pittorico delle stuccature e degli innesti con colore cromaticamente uguale a quello originario, simile per composizione, ottenuto con pigmenti nero avorio, giallo ossido di ferro e terra di Siena naturale, in olio di lino cotto. Sulle basi, dove il colore era quasi scomparso, é stata applicata una velatura con lo stesso prodotto più diluito, per dare una lettura cromatica omogenea, senza ripristinare lo stato pittorico.
- Trattamento di stabilizzazione dell'ossidatura delle superfici metalliche, con acido tannico al 5% in soluzione idroalcolica, applicato a pennello e spazzolato una volta asciugato.
- Trattamento delle superfici lignee e metalliche con olio di lino, nella conposizione "Miscela Sana" della "Spring Color", applicato a pennello: due applicazioni a distanza di quarantotto ore.
- Trattamento protettivo di tutte le superfici, con cera microcristallina "Amber", diluita al 10% in d-limonene.
- Si é preferito, sull'architrave, limitarsi ad interventi di pulitura e trattamenti protettivi.

Portone ligneo di Porta Mascarella

Descrizione

Due ante in legno di conifera, costituite con tavole sovrapposte, uniche a tutta altezza, dello spessore totale di quindici centimetri, fittemente borchiate sul lato esterno. Sulle basi hanno un'ulteriore protezione, consistente in lamiere ferrose per un'altezza superiore a mezzo metro
Dimensioni leggermente inferiori a quella precedente: altezza superiore a cinque metri, apertura complessiva leggermente inferiore. Sono incernierate con tre cardini, é scomparsa la porta apribile che consentiva l'accesso di un'unica persona a piedi.
La ferramenta é funzionante, mancano le chiavi delle serrature
Le parti metalliche sono particolarmente ossidate, con massicce incrostazioni.
In epoca recente é stata restaurata: l'intervento ha asportato la patina di colore, di cui sono presenti pochissimi residui sulla parte interna, é simile a quello di Porta San Felice, forse identico; sulle superfici esterne é tuttora presente la patina color noce scuro.

Interventi eseguiti

- Pulitura di tutte le superfici, lignee e metalliche, a secco, con spazzole di ottone. Le superfici lignee, interne ed esterne, sono state rifinite con spugne inumidite di una soluzione di ammonio carbonato al 4% in acqua.
- Sulle superfici metalliche si é proseguito con acido tannico al 5% in soluzione idroalcolica, applicato a pennello e spazzolato una volta asciutto. Le applicazioni sono state ripetute varie volte, fino ad ottenere un accettabile grado di asportazione delle ossidature.
- Integrazione delle lacune lignee degli spigoli laterali centrali, con essenza di conifera, colla bianca tipo "one shot" e viti. Le rotture sono state provocate da urti violenti, probabilmente conseguenza di bombardamenti durante la guerra. Sono state ricostruite ove pregiudicavano la tenuta strutturale, lasciando la lacuna come testimonianza storica, se meccanicamente ininfluente.
- Chiusura di alcune fessurazioni profonde e piccole lacune, con resina epossidica a due componenti, "Araldit HV 427", applicata con spatole e levigata con bisturi.
- Patinatura delle stuccature e degli innesti rendendoli cromaticamente coerenti con le superfici circostanti.
- Trattamento delle superfici lignee e metalliche con olio di lino, nella conposizione "Miscela Sana" della "Spring Color", applicato a pennello: due applicazioni a distanza di quarantotto ore.
- Trattamento protettivo di tutte le superfici, con cera microcristallina "Amber", diluita al 10% in d-limonene.


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