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Gelosia intagliata e dorata


Intervento di restauro conservativo di una poltrona di interesse storico (seconda metà sec. XIX) appartenente alle collezioni del Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea, Comune di Faenza. L.R. 18/2000 - Piano Museale 2010

La poltrona é realizzata in essenza di mogano, con uno stemma al centro dello schienale che riproduce lo scudo comunale di Faenza, in legno di fagacea:
castagno o rovere con corona in noce; le modanature sono in noce e mogano.
Lo stato di conservazione é buono;
mancano:
- alcune modanature,
- parte della cima della spalliera,
- i pinnacoli di abbellimento sulla spalliera,
- un intaglio sul fronte del basamento,
- la parte frontale della corona nel fregio rappresentante lo stemma araldico del Comune di Faenza: intaglio ligneo applicato sulla parte superiore della spalliera,
- le due rotelline anteriori.


Trattamento biocida eseguito in autoclave presso la Radis di Ravenna.

Il primo intervento é stato di spolveratura.
In seguito si é proceduto con la pulitura, sulle superfici lucide, con soluzione alcolica e cotone idrofilo, asportando la parte ossidata ed ingiallita del film superficiale della lucidatura, mantenendone il fondo inalterato.
Le superfici grezze dell'interno della struttura, sono state pulite con una soluzione al 2% di ammonio bicarbonato in acqua demineralizzata.

Si é analizzata la stabilità della struttura, sottoponendo a sforzo manuale le componenti unite ad incastro, verificando se erano solide e stabili ed incollando le componenti instabili (un bracciolo, lo stemma e alcuni contorni dello schienale) con colla tipo one shot: cascamyte.

Le parti mancanti sono state ricostruite, ripristinando un aspetto simile a quello originario, per quanto sia stato possibile con l'interpretazione dell'esistente e la consultazione di documenti storici ed i cataloghi dell'ebanista che la realizzò.

Della corona posta sullo stemma del Comune di Faenza, erano rimasti due spezzoni laterali che ci hanno consentito ci capirne lo sviluppo. É quindi stata ricostruita con essenza lignea analoga a quella in opera, in questo caso noce.
Dopo aver incollato listelli di legno per ricostruire il volume della corona, si é proceduto al loro intaglio, riproponendo la forma originaria.
Gli spezzoni conservatisi delle modanature, e le tracce di colla esistenti ci hanno consentito di comprenderne le sagome e lo sviluppo; sono state intagliate in essenza di noce, applicate e patinate in modo omogeneo al resto delle superfici.

La consultazione dei cataloghi storici ci ha permesso di individuare le forme dei pinnacoli ornamentali della spalliera, due coppie, che sono stati realizzati al tornio, in essenza di noce, applicati e patinati anch'essi in modo esteticamente omogeneo all'originale.

Il tutto é stato lucidato con gommalacca, applicata in una prima stesura mediante pennello, successivamente lucidata con tampone di lana in tela di lino, con passate successive fino ad ottenere un film uniforme.

Sui due piedi anteriori mancavano le rotelline in legno, mentre la loro struttura portante, in ottone si era mantenuta. Una ricerca ha portato al ritrovamento di rotelline in legno della stessa dimensione di quelle applicate sui piedi posteriori; sono state smontate dalla loro struttura ed applicate a quelle originali della poltrona, per poi applicarle sui piedi anteriori.

In fine si é proceduto all'esecuzione di un trattamento protettivo applicando, con un panno, una pappina di cere d'api e di carnauba al 20%, sciolte in d-limonene (terpene di agrumi).

Vedi immagini.

Tutti i materiali utilizzati durante il procedimento sono a bassissimo o inesistente impatto ambientale, con grado di nocività nullo.




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